Sin dall'inizio delle opere
architettoniche nel santuario, la pittura fece la sua
comparsa a Loreto con nomi di eccezionale valore.
Tra le opere più antiche a noi pervenute sono: la
bellissima volta della Sagrestia di san Marco affrescata tra
il 1479 ed il 1480 da Melozzo da Forlì, primissimo e
splendido esempio di pittura prospettica che pare sospendere
gli angeli in volo; e quella di san Giovanni affrescata nel
1481 da Luca Signorelli nella quale pare di vedere, nel
volto di alcuni angeli, l'impronta del di lui maestro
Botticelli. E' persino attestata la presenza e l'opera a
Loreto del grande Piero della Francesca, della quale si è
inutilmente cercata traccia. Altissimo esempio della
scuola manieristica italiana è invece l'affresco della sala
del Tesoro, operato da Cristoforo Roncalli, detto il
Pomarancio, che vinse l'appalto in gara con il Caravaggio:
gli affreschi (1605-1610) narrano la vita di Maria. Di
grande fascino sono i dipinti di Federico Zuccari nella cappella
dei duchi di Urbino corredati dagli splendidi stucchi del
Brandani. La cupola, precedentemente affrescata dal
Pomarancio fu gravemente danneggiata dalle infiltrazioni
d'acqua: grandi frammenti dei dipinti originari si trovano
oggi nel museo della S.Casa.
Nel 1556 morì a Loreto oblato della santa Casa il
grande pittore Lorenzo Lotto, lasciando al santuario tutte
le sue opere che si possono oggi ammirare nella pinacoteca
della Santa Casa, insieme ad alcuni splendidi affreschi di
Pellegrino Tibaldi staccati dalle cappelle laterali della
navata della basilica. Occorrerà attendere il XIX secolo
perchè i migliori pittori del purismo - verismo
otto-novecenteschi dessero nuovo impulso alla pittura:
straordinario il ciclo degli affreschi della cupola di
Cesare Maccari e quelli della cappella tedesca di Ludovico
Seitz.
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MELOZZO
DA FORLI': VOLTA DELLA SAGRESTIA DI S.MARCO

CRISTOFORO
RONCALLI DETTO IL POMARANCIO:
SALA DEL TESORO

LUCA
SIGNORELLI: VOLTA DELLA SGRESTIA DI S.GIOVANNI
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