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Con la caduta di Costantinopoli nel 1453
per mano turca l'Adriatico fu preda delle incursioni musulmane
che giunsero ad assalire anche il Porto di Recanati
minacciando la stessa città di Loreto. Fu così che si decise
di realizzare una poderosa cinta muraria tesa a scoraggiare
eventuali assalitori. Il progetto si deve ad Antonio da
Sangallo (1517-20) e l'esecuzioni a Cristoforo Resse da Imola.
Capolavoro di ingegneria militare cinquecentesca sono i due
bastioni di porta Romana e di porta Marina. La cortina fu
munita di 26 falconetti e venne istituita una milizia
lauretana esperta in artiglieria, nonchè una compagnia di
fanti ed una di corazze a cavallo. Nel 1620 vennero aggiunti i
due bei bastoni pentagonali dall'architetto Giovanni Branca.
L'elezione di Sisto V a pontefice nel 1585, significò il varo
di un progetto tendente a voler fare di Loreto una città
ideale. Fuori della cinta muraria prese così il via la
costruzione del "borgo sistino" (Montereale) ad
opera dell'architetto Pompeo Floriani che sul modello del
castrum romano a sviluppo diminuito prevedeva una pianta a
scacchiera cinta da mura: il progetto rimase incompiuto ma
ancor oggi si possono osservare i bei palazzi nobiliari sorti
sull'asse di Porta Romana. Ultimo grandioso esempio di
architettura fu l'acquedotto voluto da Paolo V e realizzato
nel 1605 da Domenico Fontana e Carlo Maderno, vero capolavoro
di ingegneria idraulica. Ad esso si collegano uno
straordinario reticolo di bellissime fonti poste in tutte le
strade di accesso della città per dissetare i pellegrini in
arrivo al santuario. Grande tradizione dedita alla cura dei
milioni di pellegrini è data dall'istituzione dell'ospedale
che dal 1465 conforta con la sua presenza le esigenze dei
devoti.
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A.
DA SANGALLO - C.RESSE: BASTIONE DI PORTA ROMANA

PIANTA
DELLA IRREALIZZATA CITTA' IDEALE DI SISTO V
CARLO
MADERO, DOMENICO FONTANA: ACQUEDOTTO
FONTE
DEL CARPINE
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